La memoria delle Officine Meccaniche Reggiane
Le Officine Reggiane, con il quartiere Santa Croce, sono una pietra miliare per la storia dell’industria italiana e della città. L’area industriale, abbandonata nel 2008, è un luogo della memoria, per le esperienze molteplici che l’hanno attraversata e per le aspettative che il futuro sollecita nella comunità di Reggio Emilia.
Pertanto il Masterplan dell’Area Reggiane include anche la salvaguardia, la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e storico-culturale dell’area, sia nel suo complesso che nelle sue singole componenti.

In questo contesto, Stu Reggiane Spa, responsabile della realizzazione delle infrastrutture del Parco Innovazione tramite la riqualificazione dei capannoni delle storiche officine, è parte integrante del Comitato Scientifico dell’Archivio Storico Officine Reggiane. Questo archivio, donato dall’ultimo proprietario dell’azienda e acquisito dal Polo Archivistico del Comune di Reggio Emilia, è al centro di una collaborazione con il Comune stesso, IREN e la Soprintendenza archivistica competente per progettare una nuova fase di sviluppo ed espansione.

 

Storia
Nel 1901, le Officine Righi si stabilirono a Santa Croce, in prossimità dei binari ferroviari, per il facile collegamento con la stazione centrale delle Ferrovie dello Stato. Nel 1904, avvenne la trasformazione in Officine Meccaniche Reggiane, focalizzate sin dai primi anni sulla produzione di materiale rotabile ferroviario. Durante la prima guerra mondiale, subirono una conversione bellica, producendo cannoni e ogive per proiettili. Negli anni Trenta, dopo varie vicissitudini proprietarie e l’intervento dello Stato tramite l’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), furono incorporate nel gruppo Caproni.
Il pioniere dell’aviazione dà vita ad un vastissimo reparto Avio che produsse numerosi velivoli di guerra. Sarà questo tipo di produzione bellica, particolarmente apprezzata e anche temuta, a determinare durante la seconda guerra mondiale la decisione degli Alleati di bombardare pesantemente l’Area Reggiane – i reparti, la stazione e non pochi obiettivi civili – il 7 e 8 gennaio 1944.
Tra il 1949 e il 1951, uno sciopero seguito da licenziamenti di massa segnò la crisi dello stabilimento. Nonostante ciò, negli anni Cinquanta continuarono a produrre materiale ferroviario, gru portuali e impiantistica, prima con Efim e poi con il Gruppo Fantuzzi. Nel 2008, l’azienda fu acquisita dal gruppo americano Terex, che trasferì la produzione altrove, portando alla definitiva chiusura e al degrado delle Officine Meccaniche Reggiane.

LINK https://www.archivioreggiane.it/officine-meccaniche-reggiane/

 

Archivio storico Officine Reggiane

Presso il Polo archivistico del Comune di Reggio Emilia, ai Chiostri di San Domenico risiede l’Archivio storico delle Officine Reggiane. Grazie al contributo finanziario della Soprintendenza archivistica per l’Emilia-Romagna, dal 2011 è in atto il recupero dei documenti precedentemente conservati negli scantinati della palazzina di via Agosti, un tempo sede della direzione delle Reggiane.

Nella sede del Polo archivistico è iniziato nella seconda metà del 2012, ed è stato ultimato, il lavoro di ordinamento archivistico di questa documentazione. L’Archivio storico delle Officine Reggiane risanato, inventariato e riordinato è ora più facilmente fruibile da ricercatori, specialisti tecnici o storici, semplici appassionati.

La documentazione descritta consiste in 3.338 unità, volumi, fascicoli, carte progettuali e amministrative, che compongono uno spaccato senza pari della storia dell’industria, del lavoro, dell’innovazione tecnologica, dell’economia e della società di Reggio Emilia e dell’Italia nel Novecento.

LINK https://www.archivioreggiane.it/

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